Chi sono

 

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Nasco a Ivrea da mamma canavesana e papà monferrino.  Fin dall’infanzia nutro una profonda attrazione verso la scrittura. Mi pare che le parole scritte risuonino più intensamente di quelle dette.

Imparo che la scrittura può “curare” i pensieri, scalzare il germe che li ammorba. Farci stare bene. Folgorata dall’intuizione, riempio diari, fogli solitari nascosti tra le pagine dei libri di scuola, pezzi di carta caduchi come i minuti scanditi dalle lancette di un orologio. Negli anni vibranti dell’adolescenza — che anagraficamente sono collocati negli anni ottanta, in quel periodo di cieca e dilagante fiducia nel futuro del nostro paese — maturo la convinzione che il foglio non sia sufficiente a raccogliere le parole. Le scrivo sui muri e in un momento di euforia finanche sulla pelle; decoro braccia, mani, viso, e quando da adulta, molti anni dopo, vedo le fotografie di Shirin Neshat che ritraggono donne con le mani e i volti cosparsi di parole, capisco che non vi è voce più forte di quella scritta.

Tuttavia, nella scelta del percorso di studi da affrontare lascio aver la meglio alla curiosità scientifica che mi distingue, proprio come per la scrittura, fin dall’infanzia. Mi iscrivo quindi a Scienze Biologiche all’Università degli Studi di Torino. Cinque anni dopo fuggo verso il mondo del lavoro. Nel frattempo vado a vivere da sola in un appartamento a pochi metri dalla fermata Vinzaglio della metropolitana, in centro città, e per pagare l’affitto e le altre spese decido di concentrarmi a tempo pieno sull’attività lavorativa. Per qualche mese svolgo un impiego part time in un’azienda torinese e per riportare il conto bancario sopra lo zero inizio anche un lavoro serale d’intrattenimento su una chat internazionale. E scrivo. Apro un blog in cui racconto la mia storia di giovane sognatrice in cerca di ali per poter spiccare il volo. Nel frattempo dal capoluogo piemontese mi trasferisco in campagna, in un borgo costellato di cascine e vigneti e dove il silenzio — esclusi il ragliare degli asini e l’abbaiare più o meno costante dei cani — la fa da padrone.

Per far fruttare quella profusione di quiete inizio a collaborare con il magazine femminile F di Cairo Editore e approfondisco la mia passione per la scrittura. Frequento un corso di Storytelling tenuto da Marco Mancassola alla Scuola Holden e qui, spinta dal mio spirito intraprendente e anche dall’età che avanza, mi decido a realizzare un mio sogno: creare YOURWORDS!

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